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La costa nord di Lampedusa

Il lato inaccessibile dell'isola, e proprio per questo capace di togliere il fiato: una falesia verticale alta fino a 133 metri, una strada in scenari quasi desertici e i due punti dove l'isola accende e spegne il sole.

Il lato segreto dell'isola

Tutta la costa settentrionale e occidentale è un'unica falesia frastagliata che precipita verticale nel mare, praticamente inaccessibile da terra: il modo giusto di vederla è dal mare, col giro dell'isola in barca, tra grotte, insenature e i due faraglioni — lo Scoglio a Vela e lo Scoglio del Sacramento, con la grande grotta omonima che si visita in barca. L'esposizione a nord regala un dettaglio che sorprende: è il versante che resta verde anche in piena estate, e le pareti ospitano colonie di gabbiani e cormorani.

Albero Sole

Il punto più alto di Lampedusa sta proprio qui: Albero Sole, 133 metri sul mare, sulla strada che prosegue circa un chilometro oltre il bivio per i Conigli — lo riconosci dalle grandi antenne della zona militare accanto. In cima c'è una piccola costruzione circolare in pietra con un crocifisso ligneo molto caro agli isolani, "U Signuruzzu". Oltre il muretto la parete è verticale: sotto il belvedere spunta il faraglione dello Scoglio a Vela, mentre lo Scoglio del Sacramento si ammira dal promontorio vicino, quello con la piccola croce in ferro; nelle giornate limpide si vedono Lampione e Linosa. È uno dei grandi punti del tramonto — con una regola sola: il muretto nasconde uno strapiombo, non sporgerti.

La Panoramica

A collegare i due capi del versante nord c'è la Strada Panoramica: circa otto chilometri e mezzo dal Faro di Capo Grecale fino alla zona dei Conigli, in uno scenario quasi desertico, con piazzole di sosta affacciate sulle falesie. Il fondo è accidentato a tratti, sterrato verso l'estremità ovest: si percorre, ma con prudenza. All'estremità occidentale c'è Capo Ponente, un punto isolato e suggestivo per il tramonto — la zona è però anche area militare: rispetta recinzioni e segnaletica, senza contare di arrivare fino in punta.

Il faro di Capo Grecale

All'altro estremo, sulla punta nord-orientale, il faro di Capo Grecale sorveglia il mare quasi a picco: una torre ottocentesca di 19 metri la cui luce porta a 22 miglia. Il piazzale è un belvedere naturale — con tanto di panchina gigante panoramica — ed è il posto giusto per il rito opposto al tramonto: qui, sul lato est, si viene per l'alba.

A piedi e di notte

Chi vuole camminare può seguire la Panoramica o costeggiare la scogliera da Capo Grecale verso Albero Sole, ma sappi che i percorsi lungo la falesia non sono segnati: molta acqua, zero ombra, scarpe da trekking e ore fresche sono obbligatorie, e i valloni che tagliano verso l'interno sono roba da escursionisti esperti con guida locale. La ricompensa arriva anche dopo il buio: lontano dalle luci del paese, il cielo delle Pelagie è tra i più bui d'Italia — con alcune delle migliori visuali di stelle del Mediterraneo — e d'estate si organizzano serate di osservazione.

Luoghi e caratteristiche verificati ad agosto 2026 con doppia fonte indipendente; lo stato di strade, sentieri e accessi può cambiare — sul posto valgono ordinanze e segnaletica.

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